La Polonia



La Polonia si estende su una superficie di 312.685 km² e, per dimensioni, occupa la nona posizione tra i paesi europei. Confina con la Germania, la Rep. Ceca, la Rep.Slovacca, l’ Ucraina, la Bielorussia, la Lituania e la Fed.Russa. Dal punto di vista geografico, quindi, si colloca in una posizione strategica, nel cuore dell’Europa, il che le consente di essere al centro degli scambi commerciali tra est e ovest e tra nord e sud e di porsi come comodo punto di accesso anche verso questi mercati limitrofi. Già oggi numerose aziende, anche italiane, stanno usando la Polonia come base di lancio verso questi paesi. Nonostante ciò, le strategie di investimento estero in Polonia sono per lo più indirizzate al mercato polacco, a differenza di quanto avviene in paesi più piccoli della stessa area, che non possono da soli costituire uno sbocco sufficiente a realizzare le economie di scala necessarie.

Per quanto riguarda gli abitanti, la Polonia conta poco più di 38 milioni di persone, di cui più del 60% vive nelle città. La popolazione polacca è molto giovane, l’età media e di 35 anni e il 56% degli abitanti ha meno di 40 anni. Il capitale umano è quindi molto consistente: vi sono circa 24 milioni di polacchi in età produttiva ( circa il 61% della popolazione), oltre 20 milioni di giovani parlano le lingue straniere e più di 2 milioni sono studenti universitari.

La Polonia è l’unico paese a non essere mai entrato in recessione dall’inizio della crisi.
Le previsioni nei primi mesi del 2014 rimangono positive: +2,8% nel 2014, +3,0% nel 2015 e +3,1% nel 2016.
Secondo i dati statistici del GUS (equivalente del nostro ISTAT), le importazioni polacche nel 2013 hanno superato i 155,09 mld di euro (+0,7% rispetto al 2012), mentre le esportazioni hanno sfiorato i 152,78 mld di euro (+6,5%). Gli acquisti riguardano soprattutto prodotti petrolchimici (idrocarburi), beni strumentali, apparecchi elettrotecnici, prodotti di metallo, chimici e farmaceutici.
La Polonia ha uno scambio con i Paesi UE del 58% per l’import e del 75% per l’export.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) prevede aliquote crescenti per fasce di reddito crescenti. L’aliquota base IRPEG che si applica alle persone giuridiche è pari al 19% dell’imponibile. Tuttavia esistono delle eccezioni che permettono a persone fisiche che esercitano un’attività economica di applicare, a certe condizioni, nel calcolo della propria imposta sul reddito l’aliquota fissa del 19% (flat tax), oppure di ricorrere ad una delle forme di imposta forfettaria.

Dal 2004 la Polonia è parte della Comunità Europea e ha la necessità di una celere costruzione ed ammodernamento delle diverse infrastrutture per adattarle agli standard imposti dall’ Unione Europea: dalle infrastrutture stradali, ferroviarie e aeroportuali, alle sportive, ricreative e turistiche, sanitarie, a quelle urbane (canalizzazioni, depurazione acque, gestione rifiuti, etc.).
A questo scopo, nell’ambito della politica di coesione economica e sociale, finalizzata a promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità, l’ Unione Europea ha recentemente destinato ingenti fondi alla Polonia, pari a 82,5 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.
Questi nuovi finanziamenti Europei avranno, come già accaduto in passato, l’effetto di accelerare ulteriormente lo sviluppo economico del Paese, e al contempo aprono grandi opportunità per gli investitori privati esteri, i quali possiedono il know-how e l’esperienza acquisiti nella realizzazione di progetti simili in altri paesi.
Di seguito, la suddivisione dei fondi per i programmi nazionali e regionali e tra le varie categorie che potranno beneficiarne:
piano fondi europei polonia 2020

In Polonia esistono 14 Zone Economiche Speciali, istituite con la legge del 20 ottobre 1994, destinate all’esercizio delle attività economiche a condizioni vantaggiose e con sgravi fiscali per le nuove imprese: gli imprenditori che insediano la propria attività in queste zone possono beneficiare di aiuti pubblici. L’obiettivo delle ZES è quello di accelerare lo sviluppo economico del territorio, specie attraverso l’insediamento di specifici comparti di attività economica, l’adozione di nuove soluzioni tecnologiche, il miglioramento della competitività e la creazione dei nuovi posti di lavoro.

Ogni singola zona è votata ad uno specifico settore di attività economica – per esempio nelle ZES di Katowice, Wałbrzych, Legnica e Tarnobrzeg domina il settore automobilistico, mentre nelle ZES Kamienna Góra, Cracovia, Kostrzyń Słubice si sono insediate le imprese del settore della carta. Tutte le ZES saranno attive fino al 2017 (tranne ZES Katowice, che sarà attiva fino al 2016 e Euro-Park Mielec fino al 2015). Con il tempo le ZES diventeranno zone di intensa attività economica, saranno create moderne infrastrutture per servirle e conseguenti nuovi posti di lavoro.

Principali vantaggi per chi decide di investire nelle ZES
  • situazione politica ed economica stabile
  • agevolazioni sotto forma di incentivi statali
  • bassi costi di produzione
  • bassi costi di distribuzione
  • accesso ai mercati europei limitrofi


Condizioni
Per beneficiare degli incentivi fiscali gli imprenditori devono rispettare alcune condizioni ed in particolare:

- investimento minimo: 100.000 euro
- durata minima dell’investimento: 5 anni
- i posti di lavoro creati devono essere mantenuti per almeno 5 anni.


Sgravi fiscali e non fiscali
Per stimolare gli investimenti in ZES lo Stato e le amministrazioni delle ZES mettono a disposizione i seguenti incentivi:

- esenzione dalla tassa sul reddito
- sgravi per le imposte sugli immobili
- sgravi per le tasse sui mezzi di trasporto
- sgravi per i dazi doganali
- incentivi non fiscali per l’assunzione di nuovo personale
- incentivi non fiscali relativi alle procedure di investimento

Un così cospicuo piano finanziario ha come obiettivo una sempre maggiore crescita dell’economia polacca, ma di tali interventi possono beneficiare anche le imprese italiane, sia direttamente (con la costituzione di società di diritto polacco) che indirettamente (nella fornitura di impianti, tecnologie e servizi, esecuzione di opere finanziate da fondi europei).